Il paradosso dei sondaggi

By T. Ramponi • Feb 17th, 2008 • Category: Stime e sondaggi

Come in ogni campagna elettorale che si rispetti, cominciano, con sempre maggior frequenza, a spuntare nuovi sondaggi e nuovi enti di statistica, che spesso, pagati da uno schieramento, o da un altro, forniscono analisi contraddittorie. Non è certo nostro obiettivo sconfessare l’attendibilità di uno o l’altro sondaggio, ma una cosa bisogna dirla fin dal principio: il sondaggio politico-elettorale, di per sé, è un uno strumento dotato di una ambiguità intrinseca e strutturale: la sua veridicità, si regge sulla sua dubitabilità, sulla sua stessa possibilità di essere messo in discussione. Fallisce infatti il sondaggio politico-elettorale che non è vissuto “criticamente” da coloro che consultano il sondaggio stesso; una visione aprioristica e acritica del sondaggio è garanzia certa di fallimento del sondaggio stesso.

Cercherò di spiegarmi meglio con esempi concreti: se un sondaggio politico-elettorale, evidenzia lo schieramento politico A, in vantaggio rispetto allo schieramento politico B, è indispensabile, che la percezione del sondaggio stesso, da parte degli elettori di A e di B sia “critica” verso il sondaggio; che si crei quindi quella sorta di “sano scetticismo” verso il sondaggio stesso, tale da spingere al voto sia gli elettori A e B. Tale spinta, garantirà una sostanziale affermazione della situazione politica pronosticata dal sondaggio.

I problemi cominciano quando il fronte A o il fronte B crede, da per scontato, il sondaggio. Intendiamoci: i sondaggi hanno un effetto, seppur minimo, sull’elettorato. Emotivamente lo schieramento che si trovarà davanti (A), proverà sollievo; quello che si troverà indietro invece rammarico (B). Ma se per lo schieramento A, il sollievo si trasformerà in senso di vittoria, in una “ineluttabilità del risultato”; mentre nello schieramento B, il rammarico si trasformerà in voglia di riscossa, ma anche in un semplice “voto di routine”, allora si innescheranno alcuni meccanismi che potranno portare a un esito diametralmente opposto a quello pronosticato.

Un ottimo sondaggista deve quindi, sempre e comunque, monitorare questa “potenzialità di ribaltamento”, che rischia di trasformarsi in ribaltamento effettivo del risultato. Non è sempre facile individuare quando ciò accada, ne, tanto meno, lecito, imputare a questo unico meccanismo paradossale, il “ribaltamento”. A mio avviso queste dinamiche di potenzialità giocano un ruolo congiunturale ma importante, garantiscono infatti che certe dinamiche di risultato accadano o meno. Citando casi recenti, probabilmente proprio nelle elezioni politiche del 2006 si innescò anche un fenomeno di questo tipo; lo stesso si potrebbe dire delle primarie americane in New Hampshire, dove la Clinton, data per sconfitta, si è trovata a vincere, seppur con pochi punti, sullo sfidante Barack Obama.

Assieme a tutto questo, la legge italiana non aiuta: il divieto di rendere pubblici i sondaggi a due settimane prima delle elezioni, fa sì che una sorta di “alone mistico” circondi gli ultimi sondaggi effettuati; favorendo quindi la cristallizzazione della percezione del sondaggio. e innescando così dinamiche di massa difficilmente pronosticabili. Certo, non è vero che i sondaggi non influenzano il voto. Lo influenzano. Ma solo un numero maggiore di sondaggi e di ditte indipendenti, possono permettere di discutere criticamente sui (e non dei) sondaggi, e quindi neutralizzare l’impatto effettivo di tali sondaggi sul voto.

Questo sito ha come obiettivo, assieme a quello di mettere a disposizione articoli di qualità, anche quello di poter usufruire criticamente dei sondaggi, permettendo analisi comparative e stime. La scheda “Trend elettorale” in alto, in home page, cerca di mostrare, mediante trendilinee, ottenute tramite la combinazione di metodi per lo più statistici, l’andamento delle singole coalizioni elettorali. La scheda ” Singole rilevazioni” mostra i singoli sondaggi effettuati dagli enti statistici, ordinati cronologicamente.

Ci auguriamo che tutto ciò possa essere visto come utile, stimolante, e non superfluo dalla maggiorparte dei visitatori.

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  1. […] Articolo di T. Ramponi. Leggi l’articolo intero. […]

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